Il suo approccio iniziale ha suscitato parecchio stupore, interesse, polarizzazione e sicuramente TRAFFICO su Internet.
La sua strategia di marketing politico mirata alla Generazione Z, sfruttando meme virali, User-Generated Content (UGC) e una comunicazione diretta sui social media, sta portando i primi frutti.
Fare traffico è importante, ma è tutto ciò che conta al giorno d’oggi? No.
La vera sfida sarà evolvere questa strategia.
Utilizzare il traffico che è riuscita intelligentemente a generarsi, posizionando il suo Brand nella testa dell’elettore americano. Il vero lavoro che deve fare è di Brand Positioning. Perché che ne vogliate o meno, Trump ha un marketing ed un posizionamento CHIARO e DEFINITO.
Harris inoltre deve dimostrare coerenza e chiarezza nelle sue posizioni politiche, specialmente su temi critici come la politica estera. È essenziale che riesca a far risuonare questi messaggi in modo autentico con un elettorato giovane, disincantato e attento alle implicazioni delle scelte politiche sul loro futuro.
L’attenzione che Harris sta ottenendo potrebbe svanire se non riuscirà a trasformare questa curiosità in fiducia solida e duratura. Le prossime mosse devono essere orientate a rafforzare la sua immagine di leader forte e competente, capace di fronteggiare un avversario esperto come Trump, non solo sul piano mediatico ma soprattutto su quello delle politiche concrete.